Tra calcio, minerali e qualità dell’acqua c’è molta confusione: per la salute dei reni gli esperti fanno chiarezza

Molti pensano che l’acqua ricca di minerali faccia male ai reni o favorisca i calcoli: in realtà la questione è più semplice di quanto sembri, ma spesso spiegata male.

Quando si parla di acqua da bere succede sempre la stessa cosa: sono in molti a pensare che l’acqua del rubinetto è troppo calcarea e corre compra solo bottiglie con scritto “minimamente mineralizzata”, pensando che l’acqua dura rovina i reni.

acqua salute dei reni goodesignevent.it
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La verità è che intorno a calcio, minerali e salute dei reni girano tante mezze informazioni: un po’ perché sulle etichette delle acque troviamo numeri e sigle che non capiamo bene e un po’ perché la parola “calcio” fa pensare subito ai famosi calcoli renali, ecco perché poi uno collega le due cose. Non tutti però sanno che il corpo umano, per fortuna, è un po’ più furbo di così.

Calcio, minerali e acqua: cosa significa davvero

Quando si parla di acqua dura o ricca di minerali, si parla soprattutto della presenza di calcio e magnesio. Sono sali minerali naturali che arrivano dalle rocce attraversate dall’acqua. Non sono sostanze strane, anzi: il calcio è lo stesso che troviamo nel latte o nei formaggi e serve alle ossa, ai muscoli e perfino al sistema nervoso.

Molti pensano che bere acqua con molto calcio possa favorire i calcoli ai reni, in realtà però le ultime ricerche dicono tutt’altro. Il calcio assunto con il cibo o con l’acqua non è il principale responsabile dei calcoli. Pensa che spesso invece una quantità giusta può aiutare a ridurre l’assorbimento di alcune sostanze che contribuiscono a formarli.

Il problema dei calcoli renali infatti, è più complesso e dipende da tanti fattori: genetica, dieta, poca idratazione, eccesso di sale o di alcune proteine animali e non è solo una questione quindi di acqua calcarea. C’è poi un’altra convinzione molto comune: ossia che l’acqua leggera sia sempre migliore, ma per una persona sana non esiste una regola rigida e acque minerali, in generale sono tutte controllate e sicure. La vera differenza spesso la fa una cosa molto più banale: quanto beviamo durante la giornata.

Bere acqua pensando alla salute dei reni

I nefrologi, cioè i medici che si occupano dei reni, insistono sempre su un punto: la quantità conta spesso più del tipo di acqua. Bere poco è uno dei fattori che può favorire la formazione di calcoli: piuttosto quando il corpo è poco idratato l’urina diventa più concentrata e alcune sostanze possono cristallizzare più facilmente.

Per questo molti esperti consigliano di distribuire l’acqua durante la giornata… non tutta insieme, ma un po’ alla volta. Una cosa semplice, ma che molti dimenticano. Certo per chi ha già avuto calcoli renali a volte riceve indicazioni più precise dal medico. In alcuni casi infatti, vengono consigliate acque con particolari caratteristiche minerali, oppure si suggerisce di limitare alcuni alimenti. Ma per la maggior parte delle persone sane la regola resta la stessa: bere acqua regolarmente e seguire un’alimentazione equilibrata.

Dunque alla fine tutta questa storia sull’acqua perfetta forse è un po’ esagerata, poiché il nostro corpo è abituato a gestire minerali e nutrienti molto meglio di quanto immaginiamo. Quindi sì, guardare l’etichetta può avere senso, però la cosa più importante resta sempre quella più semplice: bere abbastanza, anche senza pensarci troppo, ogni tanto.

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